Il 2020 sarà ricordato come l’anno che ha cambiato le nostre vite. Non voglio parlare della pandemia, del virus, del vaccino ne delle ideologie, dei deliri collettivi o di altri aspetti negativi che questa pandemia ha portato e fortemente evidenziato.

Vorrei invece porre l’attenzione su aspetti che sono passati in secondo piano, ma che realmente hanno portato un grande cambiamento.

Un impatto sul nostro modo di vivere, ma anche un grande beneficio per molti, ad esempio l’introduzione dello smart working (o lavoro da remoto).

Fino a qualche tempo fa, lo smart working era prerogativa di pochi fortunati e di qualche azienda molto innovativa, ma guardato da molte aziende, più correttamente da molti dirigenti di azienda, come una soluzione poco praticabile. Una diffidenza spesso generalizzata, dove la mancanza di una “presenza fisica” viene interpretata come la perdita di controllo e di sicurezza (illusoria).

Questa diffidenza, in molti casi un rifiuto categorico, è alimentata da una vera mancanza di gestione delle risorse e del lavoro. Non credo di esagerare quando dico che molte aziende, hanno difficoltà a misurare le performance aziendali o molto spesso sono limitate ad un tracciamento dell` orario di lavoro dei propri dipendenti, ma di questo ne parlerò in un` altra occasione.

La pandemia però non ha aspettato e soprattutto non si è interessata degli impatti negativi che avrebbe creato all`economia.

Purtroppo però molte aziende si sono trovare impreparate a questo scenario, specialmente a livello tecnico.

Chi ha avuto la capacità di adattarsi e di applicare soluzioni alternative, è sopravvissuto. Chi non è riuscito ad accettare e introdurre questo nuovo modo di lavorare, ne ha pagato fortissime ripercussioni.

Non vorrei soffermarmi troppo sul aspetto economico disastroso che questa pandemia ha creato. Ma vorrei invece analizzare quanto la tecnologia ci abbia aiutato in questo periodo e quante importanti indicazioni abbiamo ricevuto.

Smart Working

Forse l` esempio più lampante è stato lo smart working.

Ha funzionato e anche molto bene. Si perché è stato grazie alle connettività sempre più veloci, ai computer, al cloud, alle VPN, insomma all` evoluzione delle tecnologie che ha permesso di condividere informazioni, collegare sistemi e mantenere il contatto fra persone e aziende.

Molte aziende hanno quindi potuto continuare a lavorare e sopravvivere.

Ma non solo aziende, ma non sono venuti a mancare neanche i servizi, gli ospedali, gli approvvigionamenti, le informazioni e pure la creazione dei vaccini (grazie alla condivisione delle informazioni da parte della comunità scientifica).

STOP ! Non parlerò di vaccini. Potete farvi un giro su Facebook a vostro rischio e pericolo.

La tecnologia è corsa in nostro aiuto ! Ma non tutti se ne sono accorti.

In questo ultimo anno e mezzo, molti imprenditori si sono dovuti ricredere, altri hanno compreso che l’innovativa tecnologica non è solo un costo per l’azienda, ma uno strumento unico per poter andare avanti e crescere. Credo che il “messaggio” sia stato forte, diretto e chiaro, ovviamente per chi ha voluto recepirlo.

L` innovazione tecnologica e la pandemia hanno portato con loro anche nuovi modelli di lavoro e di gestione aziendale.

Ora la domanda che mi pongo è la seguente: “Riusciremo a tornare indietro ? I rapporti personali sopravviveranno all’assenza della presenza fisica o muteranno in una interazione ibrida, fatta di momenti in presenza ed altri virtuali ?”.

Riusciremo a fare a meno di meeting in Zoom o Teams ? Oppure torneremo ad incontri più classici di persona ?

La risposta è ancora in fase di elaborazione. Molti prediligono il contatto umano, al disopra di ogni altra forma di socializzazione e lavoro. Magari più motivato dalla natura e aspetto caratteriale che da reali benefici comprovati.

Eppure se ci riflette, è già da tempo che abbiamo sostituito il “contatto umano” con quello virtuale. Basti pensare ai social networks che usiamo quotidianamente. Quanti degli amici che avete su facebook, non incontrate da tanto tempo ? Eppure siete entrambi informati sugli avvenimenti degli altri.

Perchè mai, questo modo di interagire virtuale è più restio ad essere accettato nel mondo del lavoro ? Credo lche a risposta sia nel trovare un giusto equilibrio. Bisognerebbe cercare di analizzare e mantenere gli aspetti migliori di entrambe le modalità.

In fondo viviamo di interazioni sociali, fisiche e digitali, ma non voglio fare filosofia. Lo scopo di questa riflessione personale è un`altro.

Ma quali benefici ha portato questo nuovo modo di “interagire e di lavorare” da remoto ?

Personalmente ho potuto constatare nella mia esperienza personale, ci sono molti aspetti positivi. Ore passate in auto per recarmi al lavoro o perse in trasferte senza fine, con grande risparmio economico oltre che di tempo.

Maggior tempo libero. Il fatto di affrontare oltre due ore di viaggio per recarmi e tornare dal lavoro, mi obbligava a dei tempi di organizzazione e preparazione molto proibitivi.

Diciamo che la qualità della mia vita è cambiata in meglio sotto certi punti di vista.

La mia Workdesk (con il fantastico ventilatore rosa)

In sintesi:

Quali benefici ?

Lavorare da casa, mi ha permesso di “timbrare” regolarmente, ma senza dover prepararmi e partire con circa 2 ore di anticipo. Inoltre al termine della mia giornata lavorativa mi trovavo già a casa. Il confort di trovarmi a casa o in un luogo “informale” mi ha posto in una condizione psicologica favorevole, mutata piano piano in una nuova realtà lavorativa.

Lavorare in un ambiente confortevole come quello di casa mi ha permesso di essere più immerso in quello che stavo facendo. Molto spesso, andando oltre il normale orario di lavoro, portandomi ad essere molto più produttivo e incrementandone l` aspetto qualitativo.

Ho migliorato l` organizzazione delle mie attività per avere un miglior controllo. Ed ho soprattutto utilizzato in modo più performante gli strumenti informatici che avevo a disposizione.

Basta pensare all` utilizzo dei sistemi di ricerca per trovare email e documenti, cosa che purtroppo molte persone ancora non fanno. Chissà quanti di voi hanno ricevuto richieste di informazioni che l` altro interlocutore aveva già a disposizione ma che non aveva neanche cercato ?

Quali controindicazioni ? 

Essere immediatamente “al lavoro” ha iniziato a trasformare il luogo di relax (casa) in quello lavorativo, cosa che ha portato con il tempo ad abbattere dei confini immaginari, ma che aiutavano a porre un limite fisico a lavoro. Ora, a volte, mi sembra di essere al lavoro anche quando sono seduto a cena.

L’ orario di lavoro è aumentato, così come le telefonate e le riunioni.

Quasi a cercare di compensare la mancanza di “presenza fisica”, il bisogno di comunicare a voce è notevolmente aumentato. Quasi ad ampliare una sorta di insicurezza dovuta alla distanza. Così come è aumentato l`utilizzo di email e di chat. Per quelli poco abituati, questo è sicuramente un aspetto negativo, ma in realtà porta con se aspetti positivi soprattutto quelli relativi alla tracciabilità di richieste e requisiti.

Ma quello dello Smart working è solo la punta dell` iceberg, della novità tecnologiche che il Codiv-19 ci hanno fatto scoprire.

Nei prossimi articoli cercherò di dare una visione più approfondita di altri aspetti, soprattutto legati alle infrastrutture e sicurezza, ma anche alle novità che verranno introdotte con connettività sempre più veloci come FTTH (fibra) e 5G (si quello che useranno per controllarci tutti da remoto tramite il chip inserito nel vaccino 😀 ).

TO BE CONTINUED….

Di Cristiano Amadei

Mi occupo di informatica da oltre 35 anni. Dal 1997 ne ho fatto la mia professione. 🧑🏻‍💻

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